Anno 2016 show! Brexit, Trump and what else?

Che annata ragazzi!  Che dire… il 2016 è stato un anno di sorprese a ripetizione. Eventi imprevedibili e mercati finanziari di tutto il mondo sotto pressione per tutto l’anno.
Alzi la mano chi, all’inizio del 2016, avrebbe scommesso che saremmo stati spettatori della Brexit e della prepotente ascesa di Donald Trump negli Stati Uniti.
Su adesso non fate quelli che lo avevano detto, con la stampa internazionale che continuava a soffiare sul fuoco a favore del remain e di Hillary Clinton io non mi sarei azzardato a scommetterci contro. E credo che i portafogli titoli di tutti siano stati sollecitati a dovere. A proposito i vostri hanno resistito bene a questi ripetuti sali e scendi?

Ma partiamo dall’inizio. Il 2016 era già iniziato con il caos banche a preannunciarci che non sarebbe stato un anno tranquillo.
Se vi ricordate dopo i fattacci di Banca etruria & Co. (Marche, Ferrara e Chieti) il mercato prese a scontare tutte le sofferenze delle banche italiane al 17,6%  del loro valore. Livello al quale erano state liquidate quelle delle banche suddette con diktat da parte di Bruxelles.
Il settore bancario stava perdendo terreno già dalla fine di novembre 2015. Ma se prendiamo in esame solo il periodo da inizio gennaio all’8 febbario 2016 (punto di minimo) le banche lasciarono quasi il 40 % della loro capitalizzazione di borsa. Questo il grafico dell’indice FTSE MIB Banche:

E questo era solo il preludio di un anno che si sarebbe rivelato spettacolare. Il 23 giugno infatti i cittadini inglesi sono stati chiamati a votare sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. E lasciando a bocca aperta tutti, mercati compresi, il referendum è stato vinto da chi sosteneva la Brexit.
Il venerdì mattina quando il risultato era ormai sicuro i mercati erano completamente in panico. Indici di tutte le nazioni in caduta libera e la sterlina in rapida svalutazione. E uno degli indici peggiori fu proprio il nostro FTSE MIB. Guardate che candela fece quel giorno:

Ricordiamoci per il futuro questa “candelona” che rimarrà il record negativo per l’indice italiano. Un’apertura a 17946,20 e chiusura in profondo rosso a 15723,80 per un bel -12,48% che non si era mai visto da queste parti.
In termini calcistici si dice uno spettacolo che vale il prezzo del biglietto. E potremmo sempre dire “io c’ero!”.
Secondo me inoltre rimarrà un caso utile da studiare in cui i mercati si sono trovati totalmente spiazzati da un evento . Sì perchè a vedere il rialzo dei giorni precedenti avrei detto che gli investitori stavano scommettendo sul NO alla Brexit; probabilmente però un po’ tutti sono rimasti ingannati dalla cassa di risonanza dei media.

Non contenti comunque siamo arrivati a novembre con l’elezione del nuovo presidente statunitense e tutti i pronostici a favore della Clinton. E anche qui la sorpresa è arrivata grazie ai voti dei cittadini appartenenti alla classe media che hanno portato al potere “The Donald”.
Dal punto di vista borsistico la reazione dei mercati non è stata negativa come dopo la Brexit. Anzi gli indici statunitensi (S&P 500 e Dow Jones) hanno segnato dalla data della votazione un rialzo notevole.

A dicembre poi è arrivato l’ultimo appuntamento con il referendum italiano che doveva decidere su importanti modifiche alla Costituzione. E qui c’è stata la disfatta del governo Renzi che tanto aveva appoggiato il SI’ al Referendum. Con una schiacciante vittoria dei NO (59% contro 41%) il governo è stato costretto a dimettersi aprendo un breve periodo di instabilità.
Al contrario di quanto si pensasse però a questa incertezza l’indice FTSE MIB ha reagito iniziando un rialzo che sta andando aldilà di ogni aspettativa.

Insomma, come già scritto, un anno decisamente mozzafiato che difficilmente il 2017 potrà eguagliare. Sì le incertezze sono sempre nell’aria; avremo per esempio le elezioni francesi e tedesche che potrebbero regalarci qualche sorpresa anche se non credo al livello del 2016.
Inoltre Brexit e Trump saranno un vero e proprio “game changers” almeno nelle politiche future dei paesi occidentali.

Pensandoci non ci poteva essere analisi tecnica o analisi fondamentale a prevedere tali eventi per preparare il proprio portafoglio titoli. Grazie all’analisi fondamentale però avremo potuto preparare il portafoglio con titoli di aziende solide in grado di reggere l’onda d’urto di questi eventi.
Già perchè alla fine è proprio questo che conta di più, avere ottime aziende che hanno la capacità di soffrire durante i momenti di incertezza ed essere poi presenti nel momento in cui torna a splendere il sole nei mercati finanziari.

Titolo: The Myth of the Strong Leader: Political
Leadership in the Modern Age

Autore: Archie Brown
Editore: Vitange
ISBN: 978-0099554851
Pagine: 480
Formato: Copertina flessibile
Anno edizione: 2015
Prezzo intero: € 12,65

 

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