Cosa succede quando un etf viene delistato

Hai in portafoglio da qualche tempo un etf, lo stavi lasciando fruttare nel tuo conto titoli e poi all’improvviso il tuo broker o la tua banca ti manda un avviso: l’etf con ISIN 12345678 dal giorno XYZ sarà delistato.

La domanda quindi sorge spontanea (cit. Antonio Lubrano): cosa succede quando un etf viene delistato?

Etf ormai ne esistono migliaia e negli ultimi anni anche i risparmiatori italiani si sono avvicinati a questa tipo di strumenti finanziari. Che sia un etf che replica un indice azionario, un etf obbligazionario o un etf che cerca di replicare la performance di un determinato settore, ormai si può dire che di etf ce ne sono un po’ per tutti i gusti.

Il problema che ne è scaturito, e che è dovuto a questa abbondanza, è che molti emittenti si sono trovati con etf che scambiano poco, sono cioè poco liquidi.

Sempre più spesso quindi succede che un gestore di etf si trovi a dover effettuare un delisting di uno o più etf per ragioni di “economicità”.

In parole povere l’emittente non riesce a guadagnare abbastanza da garantire la sopravvivenza (la quotazione) di quel particolare etf.

COSA SUCCEDE QUANDO UN ETF VIENE DELISTATO




Cerchiamo adesso di dare una risposta alla domanda “cosa succede quando un etf viene delistato“. La risposta è molto semplice, se non fai nulla, e aspetti semplicemente la data di delisting, qualche giorno dopo vedrai accreditato sul tuo conto corrente l’importo corrispondente al valore di liquidazione del fondo (il NAV, Net Asset Value).

Il valore dell’etf durante la liquidazione potrebbe anche essere diverso dal valore al quale sono avvenute le negoziazioni nel periodo precedente il delisting.

Quindi la cosa migliore sarebbe quella di vendere l’etf nei giorni successivi al ricevimento dell’avviso da parte della banca.

Se non altro, tra l’avviso di delisting di un etf e la sua liquidazione, di solito passa un po’ di tempo in cui puoi tranquillamente vendere a mercato.

Tieni presente che più la data di liquidazione si avvicina e più l’etf diventa illiquido, se già non lo era prima. Pensaci un attimo: chi scambierebbe ancora un etf che fra qualche tempo non esisterà più?

Fino a che l’etf è in quotazione comunque rimane l’obbligo del gestore di ricomprarne le quote sul mercato.

LE FASI DI DELISTING DI UN ETF

Quando un etf viene delistato le fasi in cui ti trovi sono le seguenti:

1 – annuncio pubblicato sul sito della borsa dove è quotato l’etf;
2 – liquidazione dell’etf.

Analizziamo le due fasi una alla volta.

Nella fase di annuncio ti troverai probabilmente davanti a una avviso del genere pubblicato sul sito della borsa dove è quotato l’etf, in questo caso Borsa Italiana:

Seguito dall’avviso del gestore degli etf:

Per finire con la lista degli etf che sono soggetti al delisting:

Come hai potuto vedere, nelle immagini di esempio qui sopra, trovi tutte le informazioni sul delisting degli etf. Nel caso specifico gli etf con gli ISIN elencati nella lista saranno quotati fino al 16 settembre compreso.

Dal 17 settembre non esisteranno più, almeno sul mercato di Borsa Italiana.

Può anche succedere che un emittente decida di togliere un etf da un determinato mercato e tenerlo invece quotato su un altro mercato finanziario gestito da un’altra borsa.




Per questo è sempre molto importante leggere bene le informazioni contenute negli avvisi.

Infine dal 2 ottobre gli importi risultanti dall’ultimo NAV saranno accreditati sul conto corrente.

Se ti interessa controllare periodicamente gli etf delistati puoi trovare le notizie direttamente al seguente link:

Borsa italiana delisting etf

PERCHE’ UN ETF VIENE DELISTATO

Quali sono i motivi che possono portare al delisting di un etf?

– ragioni di economicità;
– ragioni di liquidità;
razionalizzazione della gamma dell’offerta.

Le cause che portano al delisting di un etf possono essere le più diverse e ogni gestore ha le sue, purtroppo nessuno può obbligare un etf provider (il gestore dell’etf) a lasciare quotato l’etf.

Un effetto spiacevole di quando un etf viene delistato lo hai nel caso in cui tu abbia impostato un pac (piano di accumulo), a quel punto purtroppo ti toccherà vendere e puntare su un altro etf.

E’ un incidente di percorso che può capitare a tutti ma, come detto all’inizio, al giorno d’oggi la varietà presente di questo tipo di fondi fa si che puoi trovarne uno equivalente o simile senza problemi.

COSA FARE QUANDO UN ETF VIENE DELISTATO

Purtroppo nessuno può sapere se e quando un etf viene delistato, il miglior consiglio che mi sento di darti è quello di andare a scegliere gli etf più conosciuti e soprattutto che investono in sottostanti liquidi.

In questo modo puoi abbassare le probabilità di trovarti invischiato in situazioni di delisting di un etf.

Gli etf sono una grande invenzione della finanza moderna grazie soprattutto a luminari come John Bogle, e la sua creatura Vanguard, che li ha inventati.

Per il piccolo risparmiatore sono uno strumento che permette di avere sia la diversificazione di portafoglio necessaria sia bassi costi di gestione.

Gli etf permettono un risparmio sulle commissioni di gestione, rispetto ai fondi comuni di investimento, che nel corso del tempo possono diventare una discreta somma di denaro.

Somma che rimane sul tuo conto corrente e non va nelle tasche delle banche e di altri gestori di fondi.

Ovvio che anche i gestori degli etf nonostante tutto devono guadagnare, non c’è da stupirsi quindi se decidono per il delisting di etf che non hanno più senso economico di esistere.

L’importante è che non ti fai prendere dall’ansia, leggi sempre bene i comunicati che trovi sul sito di Borsa Italiana e se proprio hai ancora dubbi sul da farsi meglio chiedere a un bravo consulente finanziario.




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