Lettera agli azionisti di Warren Buffett 2018 – alcune considerazioni

Le lettere agli azionisti di Warren Buffett ormai scandiscono ogni anno che passa e anche quest’anno, puntuale alle ore 14.00 italiane, è uscita quella relativa al 2018.

Come sempre le aspettative erano tante. Dalle novità in tema di successione all’interno di Berkshire Hathaway, al dibattito sui buyback, alla situazione generale dei mercati finanziari.

Difficile invece che ci fosse qualche considerazione da parte di Buffett sugli ultimi eventi che hanno riguardato la sua partecipazione in Kraft Heinz dopo la maxi svalutazione da 15 miliardi di dollari.

L’unica cosa che ha scritto a riguardo è che la perdita di competenza di Berkshire Hathaway è stata di circa 3 miliardi di dollari: “a $3.0 billion non-cash loss from an impairment of intangible assets (arising almost entirely from our equity interest in Kraft Heinz).”

Nel link qui di seguito trovi tutte le lettere di warren buffett compresa l’ultima del 2018:

Lettere azionisti Berkshire Hathaway

Ogni volta che entro nella home page della società di Buffett mi sembra di tornare indietro nel tempo, circa inizio anni 2000, quando i siti erano ancora fatti proprio così:

Trovatemi un altro sito di una società da miliardi di dollari che è fatto ancora in questo modo. Grande Buffett! Contrarian fino al midollo.

Ma torniamo alle lettere di Warren Buffett. In questo articolo cerco di mettere in risalto gli argomenti che ritengo più importanti che sono stati trattati nella lettera, partendo dalla performance annuale raggiunta nel 2018.




PERFORMANCE DI BERKSHIRE HATHAWAY NEL 2018

Anche quest’anno la holding di Buffett ha battuto la performance dell’indice S&P500 anche se, vista la volatilità dei mercati soprattutto alla fine del 2018, la crescita annuale è stata comunque bassa.

IL BOOK VALUE NON E’ PIU’ UN INDICATORE ATTENDIBILE

Le ragioni elencate nella lettera sono tre:

1- Berkshire si è gradualmente trasformata da società che possedeva prevalentemente azioni di società quotate a società che possiede tantissimi business di imprese non quotate;
2- Le regole contabili obbligano a valutare le società non quotate, che sono state acquistate nel corso degli anni, a un valore molto più basso rispetto a quello che sarebbe il loro valore attuale;
3- Siccome con il tempo Berkshire Hathaway acquisterà molte azioni proprie nel mercato, questo farà salire il valore intrinseco della società ma farà scendere il patrimonio netto per azione. Se non lo sai infatti il book value non risulta più un indicatore attendibile quando una società sta effettuando un buyback.

BUYBACK

Collegato al precedente punto sulla perdita di importanza del book value sulla valutazione di Berkshire Hathaway c’è il paragrafo in cui Warren Buffett dà indicazioni proprio sull’attività di riaquisto delle azioni proprie.

Per anni l’oracolo di Omaha ha detto che la sua società avrabbe effettuato il buyback solo se il prezzo delle azioni fosse sceso sotto il 120% del book value.

Il problema è che, avendo dato delle indicazioni così precise al mercato, il prezzo delle azioni si avvicinava al limite indicato da Buffett solo nei periodi di crisi finanziaria o di forti correzioni nelle quotazioni azionarie.

Dalla metà dell’anno scorso Buffett ha tolto questo limite e nella sua lettera agli azionisti rimarca che in futuro lui e il suo socio Charlie Munger saranno in “denaro” quando il prezzo delle azioni andrà sotto il valore intrinseco della loro società.

I CINQUE BLOCCHI DI BERKSHIRE HATHAWAY

Nelle lettere di Warren Buffett sono sempre presenti metafore che ti accompagnano nella lettura e attraverso le quali Buffett ti fa capire meglio certi concetti.

Buffett nella lettera del 2018 compara Berkshire Hathaway a una foresta e consiglia gli investitori che vogliono valutare la società a valutarla nel suo insieme piuttosto che cercare di valutare ogni singolo albero.

Certo, all’interno della foresta ci saranno alberi che sono nella fase finale della loro vita e alberi invece rigogliosi ma non occorre valutarli a uno per uno per arrivare a una valutazione complessiva della società.

Berkshire Hathaway semmai è meglio dividerla in cinque blocchi che ti riepilogo qui di seguito:

  • il ramo non assicurativo e composto da quei business che la holding di Buffett possiede o con il 100% o con un minimo dell’80%. Fanno parte di questo gruppo società come Precision Castparts Corp. e Burlington Northern Santa Fe railroad;
  • il ramo comprendente le società quotate di cui Berkshire Hathaway possiede di norma una quota che va tra il 5% e il 10%. Più sotto nell’articolo trovi le partecipazioni di Berkshire Hathaway aggiornate al 31 dicembre 2018;
  • il terzo ramo è quello composto dalle società che Berkshire Hathaway controlla in maggioranza con altri soci, per es. Kraft Heinz in cui Buffett ha il 26,7% oppure Berkadia e Electric Transmission Texas la quota è del 50%;
  • il quarto ramo è composto dalla liquidità di cassa e dai titoli di stato detenuti (prevalentemente a breve termine). Il loro ammontare in tutto ha raggiunto la bellezza di 112 miliardi di dollari, in questi sono compresi anche i 20 miliardi che Buffett ritiene intoccabili e che servono nei casi di calamità estreme.
  • l’ultimo ramo è quello che ha fatto da motore alla crescita di Berkshire Hathaway dal 1967 in poi ed è composto dai diversi business assicurativi che appartengono alla società di Omaha.




Perchè quest’ultimo gruppo di società è di importanza vitale per Berkshire Hathaway? Perchè genera quello che Buffett definisce “float“, che non è altro che la differenza tra i premi incassati e i sinistri pagati dalle assicurazioni. E un maestro della “capital allocation” come Buffett è riuscito, nel corso dei decenni, a moltiplicare quel denaro reso disponibile a costo quasi zero.

La crescita del “float” del business assicurativo di Berkshire Hathaway dal 1970 a oggi:

ORO, INDICI E IL VENTO A FAVORE AMERICANO

Nelle lettere di Warren Buffett spesso trovi anche considerazioni sull’economia americana e da sempre Buffett ne canta le lodi.

Come da sua stessa ammissione la ricchezza che ha accumulato è stato in gran parte dovuto a un’economia che da decenni ha avuto il vento a favore.

E per l’oracolo di Omaha questo vento a favore non smetterà di soffiare tanto presto.

In questa lettera trovi anche un confronto molto interessante, cosa sarebbe successo se nel 1942 tu avessi investito 114,75$ in un fondo senza commissioni sull’indice S&P500 e se invece avessi optato sull’oro.

Ecco il risultato:

  • 114,75 $ investiti nell’S&P500 sarebbero diventati 606.811 $ (pre-tasse);
  • 114,75 $ investiti in oro sarebbero diventati 4.200 $.

Con tanti cari saluti a chi vuole investire in oro.

E se avessi investito un milione di dollari? Quella somma investita nel 1942 sarebbe diventata un totale di 5,3 miliardi di dollari oggi.

E se invece avessi investito lo stesso milione di dollari in un fondo con una commissione di gestione dell’1%? Il risultato cambierebbe e non di poco, oggi avresti 2,65 miliardi.

Una bella differenza, questo per farti capire quanto contano le commissioni di gestione nel lungo periodo e quanto è importante scegliere fondi a basso costo.

Un insegnamento che il grande John Bogle, attraverso la creazione Vanguard, ha messo in pratica facendo risparmiare tantissimi soldi in commissioni agli investitori che sceglievano i suoi fondi di investimento.

BERKSHIRE HATHAWAY PORTFOLIO AGGIORNATO

Prima di concludere inserisco il portafoglio di partecipazioni Berkshire Hathaway aggiornato al 31 dicembre 2018:

Fonte: lettera agli azionisti di Warren Buffett 2018

La partecipazione che la fa da padrone è ancora quella in Apple con un costo base di circa 36 miliardi di dollari. Buffett risulta così avere un prezzo medio di carico nelle azioni Apple di poco più di 141 $.

Anche se in questi ultimi anni non ci sono state acquisizioni di intere società, come l’ultima di Precision Castparts avvenuta nel 2016, c’è da dire che il totale dell’investimento in Apple non è da poco.

CONCLUSIONI

“… a great collection of businesses, a Niagara of cash-generation …”

Concludo con questa frase, come Buffett nella sua lettera, che riassume molto bene cosa è diventata oggi Berkshire Hathaway: un grande insieme di business e una cascata (Niagara) di cash che arriva costantemente.

Una società in ottima forma guidata da un direttore d’orchesta che, nonostante i suoi 88 anni, riesce a dare ancora quel tocco in più che solo i fuoriclasse sanno dare.

Non solo un ottimo capital allocator ma anche un bravo scrittore, un elemento che molti sottostimano secondo me, leggere le lettere di Warren Buffett infatti è sempre un piacere.

E non è cosa da tutti avere sia una dote che l’altra, un documento di 14 pagine che scivola via in un attimo e in cui trovi sempre tanti insegnamenti.

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